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sabato, 16 giugno 2012

Intolleranze Alimentari - Cosa sono?

E’ importante sapere che vi è una distinzione fondamentale tra allergia e intolleranza alimentare.
La prima è una reazione quasi sempre immediata del sistema immunitario nei confronti di un alimento o di uno dei suoi componenti, la seconda sta nella difficoltà di metabolizzare o digerire una sostanza o un costituente di essa.

La reazione allergica si manifesta in maniera repentina dopo l’assunzione dell’alimento ingerito o dopo il contatto di una sostanza o la puntura di un insetto, e può colpire vari organi a cominciare dalla pelle, dall’apparato gastrointestinale e da quello respiratorio. In alcuni casi, se pur rari, si può verificare lo shock anafilattico che è la piu’ grave tra le reazioni allergiche e può potenzialmente avere esiti letali in quanto le vie aeree si contraggono impedendo la normale respirazione. Fortunatamente solo una piccola percentuale di individui soffre realmente di allergie alimentari che sono spesso confuse con intossicazioni o intolleranze.
Le reazioni allergiche si possono manifestare con l’ingestione di qualsiasi alimento o componente di esso, ma gli allergeni alimentari piu’ comuni sono nel latte vaccino, nei crostacei, arachidi, noci, nocciole, uova, grano e frutta. Fondamentale è una corretta diagnosi delle allergie attraverso test scientifici.

L’intolleranza alimentare non coinvolge il sistema immunitario e fino ad ora si può dire che non sono disponibili test 100% attendibili. La sintomatologia è prevalentemente a livello gastrointestinale e si presume derivi dall’incapacità dell’organismo di digerire un determinato alimento, si possono verificare anche stanchezza, gonfiori postprandiali e cefalea.

Sono note scientificamente solo l'intolleranza al glutine (celiachia) e quella al lattosio.
La celiachia è un’intolleranza cronica al glutine, proteina presente nell’avena, frumento, farro, orzo e segale. L’assunzione di alimenti contenenti glutine da parte di soggetti celiaci fa si che il loro sistema immunitario reagisca distruggendo i villi intestinali che dovrebbero permettere l’assorbimento delle sostanze nutritive costituendo la mucosa intestinale. La diagnosi della celiachia è basata sulla ricerca di anticorpi specifici della malattia e sulla gastroscopia. Al momento l’unica cura della malattia celiaca è la totale eliminazione di alimenti contenenti glutine.
Il lattosio è lo zucchero contenuto nel latte la cui intolleranza è tra le piu’ diffuse al mondo, essa è provocata dall’assenza di lattasi, un enzima indispensabile per la digestione del latte e dei suoi derivati. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi di intolleranza al lattosio, non è necessario sospendere completamente l’assunzione di latticini, anche per non incorrere a carenze nutrizionali, ma è sufficiente ridurre al minimo gli alimenti contenenti lattosio. Derivati del latte ben sopportati anche da chi soffre di intolleranza al lattosio sono yogurt e parmigiano, alimenti ricchi, nutrienti e facilmente digeribili.

Relativamente comune è il disturbo dovuto all´assunzione del fruttosio, uno zucchero semplice contenuto nella frutta zuccherina , nel miele e in tutti quegli alimenti contenenti queste sostanze, come dolciumi, marmellate, yougurt ecc. La causa di questa intolleranza è da ricercarsi nella mancanza nell’organismo di un enzima necessario a metabolizzare il fruttosio.
Quasi sempre ereditaria, provoca dolori addominali, nausea, vomito, ipoglicemia, fino ad arrivare a danneggiare fegato e reni.
Non essendoci un test specifico per la ricerca di questa patologia, la diagnosi viene fatta sulla base della storia alimentare del soggetto intollerante e con una serie di indagini di laboratorio come test di coagulazione del sangue, funzionalità renale, test genetici. Chi soffre di questa intolleranza segue una dieta che non contempli alimenti con fruttosio.

Meno noto è il disturbo verso l’ Istamina (mediatore chimico dell’infiammazione). Nei soggetti portatori di questa intolleranza, l’enzima Diamiossidasi , DAO, è carente e di conseguenza l’organismo non è in grado di degradare l’istamina assunta con i cibi.
I disturbi legati a questa intolleranza si manifestano soprattutto a livello gastrointestinale come gonfiore, crampi allo stomaco, diarrea.
L’istamina è contenuta in diversi alimenti per lo piu’ conservati come insaccati, alimenti in scatola come il tonno e i pelati, conserve e vino rosso ed è quindi opportuno evitarli in presenza di questa intolleranza che, comunque, risulta di difficile identificazione

“Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”

Ippocrate