Sonno polifasico - Cosa c'è dietro?

lunedì, 05 dicembre 2016

Sonno polifasico - Cosa c'è dietro?

Immaginate di dormire solamente due ore al giorno ed essere in forma come se ne aveste dormite otto. Cosa fareste nelle rimanenti sei ore?

Negli ultimi anni si è parlato spesso dei cosidetti cicli di sonno polifasico. In teoria, due ore di sonno, divise in brevi sonnellini, dovrebbero essere sufficienti e, addirittura, potrebbero essere molto più efficenti sulla nostra energia. È possibile? 

Il fatto è che il sonno di ogni essere umano cambia più volte nel corso della vita. I bambini dormono più volte al giorno per brevi periodi di tempo, le persone adulte generalmente dormono per periodi lunghi, durante la notte. Perché quindi non cambiare questa abitudine e passare ad un sonno più breve durante la notte e tornare ai pisolini durante il giorno?

Quali sono i modelli del sonno?

Sonno monofasico

Questo tipo di sonno è il più comune in tutto il mondo nelle persone adulte. Il giorno è suddiviso in circa 16 ore di veglia e otto ore di sonno. 

Sonno bifasico

Questa tipologia di comportamento è abbastanza diffusa nei paesi del sud e negli anziani. Sei ore di sonno durante la notte e un pisolino di circa 20 minuti durante il giorno. Una fase di sonno di circa sei ore è integrato con un pisolino di 20 minuti. C'è anche lo schema di 4,5 ore di sonno notturno e di 1.5 ore durante il pomeriggio.

Sonni polifasici:

Metodo Jederman

Questo modello di sonno ha una fase di sonno breve durante la notte (da 1,5 ore fino ad un massimo 4,5 ore) ed è completato da due a cinque sonnellini da 20 minuti ciascuno sparsi durante la giornata. Il tempo del sonno può essere ridotto in casi estremi anche per tre ore al giorno.

Metodo Dymaxion

Questo termine è un acronimo che significa "massima tensione dinamica". Come si può vedere dal grafico, si può dormire con questo modello quattro volte 30 minuti al giorno, per un totale di due ore. I sonnellini devono essere fatti rigorosamente ogni sei ore.

Metodo Überman

 Come il sonno Dymaxion, questa tecnica prevede solo due ore di sonno al giorno, divise in sei fasi da 20 minuti ciascuna ogni 4 ore. 

Come funziona la teoria

Dopo un periodo di transizione di due o tre settimane il sonno è praticamente nella fase REM. Dal momento che questa fase è considerata molto importante per la rigenerazione, si da per scontato che modelli di sonno estremi come il Dymaxion siano sufficienti per la mente e per il corpo. In conclusione, può essere raggiunto il massimo del sonno REM in un tempo molto limitato. Gli esperti, però, concordano che il sonno REM non è sufficiente ma abbiamo bisogno anche del sonno profondo. Per il momento non vi è dunque nessuna certezza su quanto detto. 

Cambiare i metodi di riposo e dormire meno fa restare in buona salute?

Due ore di sonno al giorno non sono consigliabili e sono insalubri. Tutti sanno che dormire poco non fa bene. Non ci sono ancora sufficienti dati scientifici sul sonno polifasico. Gli studi sono ancora all'inizio ma in internet si possono trovare già molti self-report che riportano spesso vari effetti collaterali. Ad esempio, nei modelli estremi come il Dymaxion, la concentrazione viene a mancare.

Inoltre, il periodo di transizione in cui si inizia con il nuovo modello di sonno, è estremamente difficile. La persona è costantemente stanca, irritabile, le performance scendono drasticamente e non è possibile concentrarsi. Se si sono vissute due o tre settimane con queste modalità di sonno, possono comunque esserci ripercussioni anche in seguito. Ad esempio, può avvenire una diversa percezione di se stessi e si può passare da fasi di euforia a fasi di estrema stanchezza.

È veramente possibile applicare i modelli di sonno etremi?

Ci sono persone che affermano di avere applicato per mesi il sonno polifasico ma di avere smesso perchè troppo faticoso. È evidente che questi individui hanno avuto carenze di sonno e riposo. Gli esperti sottolineano anche che viene a mancare il ritmo circadiano che, in poche parole, significa che durante la notte si ha una forte propensione per il sonno a causa della mancanza di luce solare.

Nel mondo dello sport si possono trovare tali modelli estremi di sonno più frequentemente. Ad esempio, gli sportivi che praticano maratone o partecipano a gare ciclistiche, si affidano spesso al sonno polifasico. In questo modo, la potenza viene mantenuta costante anche se il sonno è ridotto. Quasi tutti coloro che effettuano sport professionali  utilizzano il sonno polifasico per mesi. 

Il sonno monofasico è il migliore?

Il sonno monofasico è il più naturale per l'essere umano. Questo è ciò che ci viene da pensare. Il sonno monofasico, però, non è naturale, ma dettato dallo stile di vita quotidiano. Basti pensare che, prima dell'invenzione della lampadina, il sonno era prevalentemente bifasico e talvolta anche trifasico.

Conclusione

La maggior parte della sperimentazione del sonno polifasico termina con la cessazione. La ragione più comune, oltre la mancanza di riposo, è che il modello semplicemente non è pratico. Se si deve dormire ogni quattro ore, la vita sociale viene sfasata. Anche se abbiamo più tempo a disposizione, non necessariamente lo possiamo sfruttare.

Inoltre, dovremmo anche porci una domanda:

Cosa faccio nel mezzo della notte, quando tutti i negozi sono chiusi e tutte le altre persone dormono? Mi annoio! E quindi? Dormo!

“Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”

Ippocrate