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Il pane fa davvero male?

lunedì, 01 febbraio 2016

Il pane fa davvero male?

Il pane fa ingrassare. Simili dichiarazioni hanno spopolato negli ultimi anni, sia sui media che su internet. Ma queste dichiarazioni sono corrette?

Un'ondata di scetticismo nei confronti dei prodotti a base di cereali è passata dagli Stati Uniti all'Europa ed il pane viene considerato come un "mostro" nell'alimentazione. Se mangi pane diventi automaticamente obeso. Ma è vero tutto ciò? L'elevato consumo di pane negli Stati Uniti è la vera causa di una percentuale molto alta di obesità nella popolazione? 

Se si guardano i numeri, il consumo di pane in Germania è superiore a quello degli Stati Uniti, quindi in proporzione alla popolazione in Germania dovrebbero esserci più persone obese che in America, ma questo non è riscontrato nella realtà. Studi scientifici hanno invece dimostrato che l'assunzione massiccia e continua di carboidrati, e di conseguenza zuccheri, può danneggiare l'attività delle sinapsi cerebrali e la comunicazione tra i neuroni risulta più difficoltosa, deteriorando le capacità cognitive. Si tratta di studi molto recenti, sconosciuti fino a poco tempo fa.

Ci sono, inoltre, malattie già da tempo riconosciute, attribuite al consumo di cereali, come la celiachia e alcune allergie.

Circa il consumo di cereali, spesso vengono comunque diffuse mezze verità che sono utili solamente a garantire un'attenzione dei confronti dei media ma che non hanno nessuna valenza scientifica. 

Come qualsiasi altro alimento, il pane deve essere assunto in modo consapevole. Una differenza fondamentale è nel tipo di pane che mangiamo. Il pane e tutti i prodotti a base di farina bianca, pur essendo di facile digeribilità, sono privi di componenti nutritivi come la crusca, che contiene vitamine del gruppo B, ed il germe, che contiene vitamine, minerali e oli polinsaturi. E' quindi consigliabile preferire pane e prodotti integrali. Dobbiamo ricordare che i prodotti a base di farina bianca donano energia immediata in quanto il  nostro organismo converte i carboidrati in zuccheri.

Un ruolo molto importante è poi svolto dalla lavorazione dei prodotti a base di cereali. Ad esempio, il pane a lievitazione naturale è più sano e digeribile e la conservazione è garantita più a lungo. Il processo della lievitazione naturale è innescato da microrganismi naturalmente presenti nella farina, nell'acqua e nell'ambiente. Durante questo processo vengono inattivati organismi indesiderati e si sviluppano lieviti e batteri lattici.

Sono stati ritrovati reperti di utensili per la cottura del pane risalenti a circa 30.000 anni fa in Italia, Repubblica Ceca e Russia. Questo dimostra che l'homo sapiens non solo cacciava il cibo ma si nutriva anche di prodotti a base di farinacei, dopo averli cotti.

Pensare che l'assunzione di farinacei sia inadeguata è sbagliato. Tutti i cibi, dai vegetali, ai cereali, alla carne ecc. possono essere pericolosi se assunti in quantità esagerate. Quindi il comportamento migliore rispetto al cibo è quello di assumere un po' di tutto ma con moderazione, senza esagerare. Ricordiamoci che ad esempio troppa carne può aumentare il rischio di malattie oncologiche.

Il grano è una grande fonte di vitamine del gruppo B, minerali e fibre. Quindi non ha molto senso di abbandonare il suo consumo. Ricordiamoci anche che in cucina è doveroso sperimentare nuovi piatti e pietanze.

“Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”

Ippocrate